Infezioni ospedaliere e responsabilità sanitaria: una recente decisione del Tribunale di Padova
Una recente pronuncia del Tribunale di Padova ha riportato all’attenzione il tema, sempre attuale, della responsabilità delle strutture sanitarie per infezioni contratte in ambito ospedaliero.
La vicenda trae origine dal ricovero di un paziente sottoposto a interventi e accertamenti presso un’azienda ospedaliera, nel corso dei quali egli contraeva un’infezione da microrganismo multiresistente. L’evoluzione del quadro clinico conduceva, nel tempo, a un aggravamento delle condizioni di salute sino al decesso.
I familiari del paziente promuovevano quindi un’azione giudiziaria volta ad accertare la responsabilità della struttura sanitaria, lamentando l’insufficienza delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni nosocomiali.
Il Tribunale, sulla base delle risultanze istruttorie e delle consulenze tecniche espletate nel corso del giudizio, ha ritenuto accertata la responsabilità della struttura ospedaliera, evidenziando come non sia stata fornita adeguata prova dell’effettiva adozione e concreta applicazione dei protocolli previsti dalle linee guida e dalla normativa vigente in materia di prevenzione del rischio infettivo.
In particolare, la decisione si inserisce nel solco di un orientamento ormai consolidato, secondo cui grava sulla struttura sanitaria l’onere di dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee a prevenire il verificarsi dell’evento dannoso. Non è sufficiente, a tal fine, la mera predisposizione formale di protocolli e procedure, essendo invece necessario provare la loro effettiva e puntuale attuazione.
Accertato il nesso causale tra l’infezione contratta durante la degenza e il successivo decesso del paziente, il giudice ha quindi condannato l’azienda sanitaria al risarcimento dei danni in favore dei familiari.
La pronuncia conferma l’importanza, per le strutture sanitarie, di garantire non solo l’adozione di adeguati modelli organizzativi, ma anche la loro concreta e verificabile applicazione nella pratica clinica quotidiana.
Al contempo, essa ribadisce la centralità della tutela del paziente e dei suoi familiari, in un ambito in cui la corretta gestione del rischio clinico rappresenta un elemento essenziale del diritto alla salute.