“IO DISOBBEDISCO” – Il nuovo libro dell’Avv. Carraro – Byoblu editore

Ai tempi del Covid, cominciarono a martellarci con l’esigenza delle “regole” che dovevamo rispettare. Poi, con la necessità di “nuove abitudini” che dovevamo acquisire. In realtà, l’ossessione per le regole e l’imposizione di nuove abitudini non era una faccenda limitata al periodo del Coronavirus. Si trattava, e si tratta, di un’arma letale attraverso la quale sdoganare un concetto perverso: e cioè che non esistono solo le “regole” classiche, tipiche di ogni ordinamento giuridico (quelle, per intenderci, codificate nelle leggi e nei decreti). Ce ne sono anche altre, definite non a caso “nuove”, cui dobbiamo obbedienza tanto quanto a quelle “vecchie”.

Sono prescrizioni che vanno rispettate se vogliamo combattere una pandemia, guarire da un virus, evitare un contagio. Ma sono anche norme alle quali sottomettersi se vogliamo opporci al cambiamento climatico, combattere gli “estremismi”, evitare di cadere vittima del fascismo, del populismo, del complottismo, del sovranismo; nonché di tutti i terribili “ismi” che minacciano la società “libera” e “democratica” in cui abbiamo la “fortuna” di vivere (e che è poi, stando al racconto di lorsignori, il migliore dei mondi possibili). Per contrastare tutto ciò, nasce questo libro con due obiettivi ben precisi.

Primo obiettivo: demistificare le parole d’ordine del regime: dal politicamente corretto alla cultura woke, dalla lotta all’odio al patriarcato, dalla presunta emergenza delle fake news alla cosiddetta identità di genere, dal femminicidio alle quote rosa (o di qualsiasi altro colore). E, ancora: dal feticismo nei confronti della scienza all’apologia dei mistificanti nuovi diritti, dal mito nero della paura a quello dorato dall’accoglienza. Insomma, tutti i luoghi comuni attraverso i quali vogliono educarci a un “pensiero comune”. E anche a un’unica possibilità di azione o reazione (quella decisa a monte e da altri) rispetto alle vicende del mondo che impattano sulle nostre vite.  Dietro ciascuno di questi vocaboli, neologismi, modi di dire, si nasconde una sottilissima forma di manipolazione volta a disciplinare le nostre menti. Così da farci acquisire quelle “nuove abitudini” di cui il Sistema ha bisogno per consolidare il proprio regime. Ma pure per “abituarci” (appunto) a rinunciare, passo dopo passo, alla libertà di parola, di opinione, di critica e, soprattutto, di opposizione.

Secondo obiettivo: incoraggiare i lettori a un atto di disobbedienza civile intransigente contro i deliri “regolatori” e “abitudinari” in questione. Il che significa non solo battersi per un progetto politico di segno contrario a quello vigente, ma (prima ancora e prima di tutto) disobbedire in ogni istante (e in ogni circostanza possibile) della nostra vita quotidiana – con il pensiero, con le parole, con il silenzio, con i comportamenti, con le azioni e con le omissioni – agli architetti, ai costruttori e ai governatori della Civiltà delle regole e delle nuove abitudini.

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Convegno a Este del 23 Ottobre 2025: il danno patrimoniale

Titolo dell’evento:

OLTRE IL DANNO BIOLOGICO – IL RISARCIMENTO DEL PREGIUDIZIO PATRIMONIALE – Un confronto tra magistratura e avvocatura

Presentazione e saluti: Avv. Katie Montagnani

Modera: Avv. Maurizio Molinari – Consigliere dell’Ordine degli avvocarti di Padova

Relatori

Dr.ssa Caterina Zambotto – Magistrato Sez. Civile del Tribunale di Padova

Avv. Lorenzo Locatelli 

Avv. Francesco Carraro

Convegno Meridiana: le nuove tabelle milanesi sulla capitalizzazione delle rendite

convegno di MERIDIANA organizzato per venerdì 20 Ottobre 2023, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, accreditato dal Consiglio dell’Ordine con nr. 3 crediti.

titolo: IL DANNO DA LUCRO CESSANTE ALLA LUCE DELLE NUOVE TABELLE DI MILANO SULLA CAPITALIZZAZIONE DELLE RENDITE

Introduzione e saluti: 

Avv. Maurizio Molinari

Consigliere Ordine Avvocati Padova

Presenta e modera:

Avv. Francesco Carraro

Relatori: 

Dott.ssa Caterina Zambotto

Magistrato del Tribunale di Padova

Avv. Cesare Zulian

Avv. Federica Dalan

Il Mattino di Padova: Morto in moto sulla strada appena asfaltata, il Comune risarcirà la famiglia

Il 10 novembre 2017 in un incidente stradale è morto Viorel Catavelea, ragazzo moldavo di 16 anni residente a Villafranca Padovana. Lo schianto è avvenuto in via Due Palazzi mentre il giovane si trovava in sella alla sua Yamaha Mt-125. Dalla ricostruzione la caduta è avvenuta dopo che il sedicenne ha superato lo scooter di una donna. Il ragazzo moldavo ha perso il controllo del mezzo ed è andato a sbattere contro uno dei paletti metallici che delimitano la carreggiata. Il decesso è stato praticamente immediato. 

Il giudice del tribunale di Padova Caterina Zambotto ha emesso una sentenza secondo cui la morte del ragazzo è stata causata sia dai lavori stradali eseguiti dal comune di Padova che dal comportamento del motociclista. Il Comune dovrà corrispondere alla famiglia della vittima 170mla euro. 

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IL MESSAGGERO VENETO – Con la bici contro le radici dell’albero e cade: ora il Comune dovrà pagare oltre 30 mila euro di danni

La donna aveva riportato la frattura scomposta di un braccio
AMARO. Dalla gita cicloturistica in Friuli era rientrata con una frattura scomposta del
braccio sinistro. L’incidente era avvenuto mentre, assieme al resto della compagnia
partita con lei dalla provincia di Padova, stava percorrendo un tratto di strada nel
Comune di Amaro. E visto che la colpa del suo volo a terra è stata attribuita a una radice
d’albero presente lungo il percorso, ora, a pagarle i danni sarà proprio l’amministrazione
comunale. Per un importo totale che, al netto degli interessi, ma calcolate anche le spese
legali e di giudizio, il tribunale civile di Udine ha indicato in quasi 42 mila euro.
La sentenza è stata emessa dal giudice onorario Fabrizio Carducci, al termine della causa
promossa dalla donna, una 71enne veneta, che il 9 luglio del 2017 si era unita alla trasferta
organizzata dalla parrocchia di Vigorovea, frazione di Piove di Sacco. Con lei, un gruppo
di circa 150 ciclisti. Compresi quelli che, nel procedimento, hanno testimoniato non
2/2
soltanto di averla vista «sobbalzare, perdere l’equilibrio e cadere», ma anche quali fossero
le condizioni della strada, «priva di segnali per terra che potessero far pensare a un
doppio senso di marcia».
Assistita dall’avvocato Francesco Carraro, del foro di Padova, l’anziana si è vista
riconoscere una somma pari a 10.048 euro a titolo di invalidità temporanea, dopo avere
trascorso 19 giorni con un’invalidità assoluta, 55 al 75 per cento, 70 al 50 per cento e 25 al
25 per cento, e altri 20 mila euro, a titolo di invalidità permanente, che il ctu, medico
legale Antonia Fanzutto, ha quantificato al 10 per cento. Per un totale di oltre 30 mila
euro.
Trasportata nel vicino ospedale di Tolmezzo, dove fu accertata una frattura scomposta
dell’olecrano sinistro, la paziente era stata successivamente sottoposta a due interventi
chirurgici. Costituitosi in giudizio con l’avvocato Laura Candusso, il Comune di Amaro
aveva dapprima eccepito il difetto di legittimazione, sostenendo che l’incidente fosse
avvenuto a Campiolo e, quindi, sul territorio di Moggio Udinese, e aveva inoltre
contestato la dinamica, sostenendo l’insussistenza di responsabilità in capo
all’amministrazione e addebitandola semmai alla ciclista, avendo marciato contromano e
senza l’attenzione e la cautela richieste su una strada bianca in zona montuosa.
Tenuto conto della documentazione e delle testimonianze raccolte, il giudice ha ritenuto
invece fondata la domanda dell’anziana, che aveva indicato nell’avvallamento dell’asfalto,
dovuto appunto alla radice d’albero sottostante, la causa del ribaltamento della bici.

IL GIORNALE DI VICENZA: Casa di cura condannata al risarcimento per infezione nosocomiale

Si era infettato durante l’intervento chirurgico e pertanto ora ha diritto ad un risarcimento. Dodici anni dopo l’operazione la Corte d’Appello di Venezia – quarta sezione civile, presieduta da Campagnolo – ha condannato la casa di cura Villa Berica a versare 224 mila euro, oltre a spese ed interessi, ad un pensionato (assistito dall’Avvocato Francesco Carraro di Padova) che venne operato nel febbraio 2010. La protesi che gli era stata impiantata al ginocchio era infettata, e pertanto venne rimossa. Ma il batterio, uno stafilococco, causò seri danni al paziente. Lui e la sua famiglia chiedevano un risarcimento complessivo dei danni pari a 1,8 milioni di euro. 

IL GIORNALE DI VICENZA: Si infetta durante l’operazione al ginocchio, vince anche in Corte d’Appello di Venezia

Si era infettato durante l’intervento chirurgico e pertanto ora ha diritto ad un risarcimento. Dodici anni dopo l’operazione la Corte d’Appello di Venezia – quarta sezione civile, presieduta da Campagnolo – ha condannato la casa di cura Villa Berica a versare 224 mila euro, oltre a spese ed interessi, ad un pensionato (assistito dall’Avvocato Francesco Carraro di Padova) che venne operato nel febbraio 2010. La protesi che gli era stata impiantata al ginocchio era infettata, e pertanto venne rimossa. Ma il batterio, uno stafilococco, causò seri danni al paziente. Lui e la sua famiglia chiedevano un risarcimento complessivo dei danni pari a 1,8 milioni di euro. 

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IL GIORNALE DI VICENZA: Scivola al mercatino di Natale: il Comune di Asiago dovrà risarcire

Era la tarda mattinata dell’8 gennaio 2011 quando Silvia, in compagnia di altre persone, aveva raggiunto Asiago per trascorrere una giornata di divertimento e di relax. Passeggiando sul marciapiede davanti al negozio “Regalcasa”, in piazza Carli, pur indossando scarponcini invernali, era scivolata su una lastra di ghiaccio, che secondo lei non era visibile, ma che non era stata segnalata. Era caduta pesantemente a terra subendo seri traumi. Era stato dato l’allarme al 118 e la padovana era stata trasportata in ospedale da un’ambulanza del Suem. Dal verbale del personale sanitario, era emersa la pericolosità del luogo, tanto che gli infermieri avevano provveduto anche ad allertare i colleghi. La donna, assistita dall’Avvocato Francesco Carraro di Padova, ha ottenuto il risarcimento integrale del danno.